
di Flavio Pintarelli
La sempre più massiccia diffusione dei social network come canali per sperimentare nuove forme di comunicazione, marketing e business da parte delle imprese ha stimolato la domanda di servizi in grado di monitorare e quantificare l'efficacia di questa azione.
Servizi e tools come Klout e Peer Index rappresentano due esempi di soluzioni di monitoraggio e misura dell'attività sociale basati su principi algortimici. Ma come vanno considerati i risultati ottenuti sulla base di questi servizi? Sono realmente attendibili e rispecchiano le dinamiche d'interazione che caratterizzano le reti sociali?
Affrontare questo discorso in tutti suoi aspetti e in tutta la sua complessità richiederebbe più tempo e più spazio di quanto non ci sia concesso in questa sede. Per questo vorremmo ragionare in particolare intorno a un singolo servizio, Klout, e soprattutto intorno a uno soltanto dei parametri di misurazione offerti da esso.
È ormai assodato che negli ambienti social le pratiche attraverso cui si negozia l'autorevolezza sul piano orizzontale vengono giocate sulla base di ristrette cerchie di utenti che condividono in primis una relazione forte sul piano del reale e solo in seconda battuta relazioni deboli costruite sulla base di interessi condivisi.
Il punteggio generato da Klout per un utente viene calcolato sulla base di tre differenti paramenti: True Reach (ovvero l'estensione del proprio network attraverso cui possono diffondersi i contenuti prodotti), Amplification (ovvero la misurazione di quanto l'audience diretta risponde a un singolo contenuto) e, infine, Network Impact (ovvero la misurazione dell'influenza e dell'importanza della propria audience).
Proprio quest'ultimo parametro ci appare problematico. Klout usa, per descrivere il Network Impact, questo esempio:
Justin Timberlake has a high Network Impact because he interacts with other very influential people
Solitamente i profili delle celebrità sui social network tendono a essere in contatto con i profili di altre celebrità, creando perciò delle cerchie abbastanza chiuse sulla base di meccanismi verticali di attribuzione dell'autorevolezza. Un utente normale, che crea le proprie reti sociali a partire dalle sue relazioni reali e in base ai propri interessi avrà perciò una certa difficoltà a incrementare il valore del proprio Network Impact.
La domanda che dobbiamo porci è, però, la seguente: "così concepito, il Network Impact è un valore attendibile per misurare l'efficacia della comunicazione via social media di un'azienda?"
A nostro parere non lo è, perché l'efficacia della comunicazione sui social passa innanzitutto attraverso la condivisione di contenuti tra cerchie ristrette di amici, piuttosto che attraverso dinamiche top-down veicolate attraverso dei cosiddetti influencers. Sulla base di queste considerazioni, il parametro Network Impact si dimostra inutile in quanto cresce in relazione all'importanza della propria audience, ma se questa è composta di soli influencers (come le celebrità) non sarà in grado di garantire una comunicazione efficace.